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Full text of "Le donne curiose; melodramma giocoso in tre atti di A. Zanardini. Tolto dalla commedia di Carlo Goldoni. Musica del maestro Emilio Usiglio."

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LE  DONNE  CURIOSE 


DONNE  CURIOSE 


MELODRAMMA  GIOCOSO  IN  TRE  ATTI 

di 

A.  ZANARDINI 

Tolto  dalla  commedia  di  CARLO  GOLDONI 
nasica  del  njaestro 

EMILIO  USIGLIO 


MILANO 

STABILIMENTO  DI  EDOARDO  SONZOGNO 

i4.    -  Via  Pasquirolo.  —  i4. 


Proprietà;  per  tutti  ì  paesi,  dell'Editore  EDOARDO  SONZOGNO  di  Milano, 


Milano,  1884.  —  Stab.  di  E.  SONZOGNO. 


PERSONAGGI 


LAURA,  figlia  di  Don  Ottavio. 

BEATRICE,  moglie  in  seconde  nozze,  di  Don  Ottavio. 
CORALLINA,  serva  di  Beatrice. 
LEANDRO,  sposo  di  Laura. 
LELIO,  negoziante. 

DON  OTTAVIO,  possidente  napoletano. 
TRIVELLA,  domestico. 

Coro  di  Gentiluomini,  membri  della  Società  dell'Amicizia 
Signore  —  Maschere  —  Gondolieri  —  Popolo. 


U  anione  ha  luogo  a  Venezia  nel  il  So. 


ATTO  PRIMO 


QUADRO  PRIMO. 

Sala  da  giuoco   nel  Ridotto  della  Società   deir  Amicizia. 
È  giorno. 

SCENA  I. 

Don  Ottavio,  Leandro  e  Gentiluomini  membri  del- 
l'Amicizia, —  Don  Ottavio  e  Leandri  seduti  a  tavoli  di  giuoco, 
gli  altri  quali  seduti  e  quali  in  piedi. 

CORO  GENERALE. 

Oh  che  splendida  sala,  —  che  bella  riunione, 
Che  massime  dorate,  —  che  sana  istituzione  ! 
Donne  non  se  ne  vogliono.  —  Al  simpatico  sesso, 
Scusi,  ma  per  sta  volta  —  è  vietato  l'ingresso. 
Certo  che  più  gioconda  —  riuscirebbe  la  festa; 
Ma  tre  volte  su  quattro  —  ci  si  perde  la  testa. 

DON  OTTAVIO  e  LEANDRO. 

(che  sta  giuocando  con  un  gentiluomo) 

Come  va  la  partita  ? 

LEANDRO. 

Per  servirla,  benone.... 
Sono  arrivato  a  dama.... 

DON  OTTAVIO. 

Vi  frutta  la  lezione.... 
E  poi  l'augurio  è  buono  —  per  uno  che  è  promesso, 
Ma...  a  proposito...  Laura  —  vi  ha  poi  dato  il  permesso? 


8 


LE  DONNE  CURIOSE 


LEANDRO. 

Ah  !  signor  padre,  è  stato  —  un  pianto,  una  pretesta... 

DON  OTTAVIO. 

Fate  il  sordo,  non  dura  —  a  lungo  la  tempesta.... 

LEANDRO. 

Vorrei  che  mi  insegnasse  —  il  modo  di  star  saldo. 

DON  OTTAVIO. 

Il  modo  è  semplicissimo:  —  urlano...  io  non  mi  scaldo. 
Le  nostre  care  donne  —  vanno  in  aria...  padrone! 
Non  intendo  turbarmi  —  per  ciò  la  digestione. 

SCENA  IL 

I  precedenti  e  Lelio. 

(  Ali1  entrata  di  Lelio,    tutti  si  alzano  e  gli  muovono  incontro  con  viva  espan- 
sione, scambiando  strette  di  mano  ed  abbracciamenti.) 

LELIO. 

Amicizia  ! 

TUTTI. 

L'  amicizia, 

Ila  per  figlia  la  letizia, 
Per  sorella  1'  onestà! 
Non  ha  il  caldo  pizzicore, 
11  prurito  dell'  amore, 
Ma  gioconde  scorron  V  ore 
In  serena  libertà. 

LELIO. 

Ed  era,  a  inaugurar  le  nuove  sale, 
Non  si  scordi  che  siamo  in  carnevale. 
Domani  è  festa  e  si  può  andar  a  spasso; 
Dunque  possiamo  far.... 


ATTO  PRIMO 


TUTTI. 

Sabato  grasso  I 

LELIO. 

Alle  quattro  di  notte  s'  incomincia; 
Trivella  serve.... 

DON  OTTAVIO. 

E  don  Ottavio  trincia! 

(Ricomincia  il  Coro  deiramicizi  a) 
LELIO. 

Ehi!  Trivella!  factotum!  Dove  sei? 


SCENA  III. 
I  precedenti  e  Trivella. 

TRIVELLA  (accorrendo). 

Sono  qua,  sono  qua,  padroni  mieil 

LELIO. 

Questa  sera  si  cena.... 

DON  OTTAVIO. 

Grande  invito  ! 

LELIO. 

Ostriche  I 

DON  OTTAVIO. 

Rombo  ! 

LELIO. 

Beccaccie  in  salmi.... 

DON  OTTAVIO. 

Tartufi  di  Romagna.... 


IO 


LE  DONNE  CURIOSE 


LELIO. 

M'  hai  capito  ? 

DON  OTTAVIO. 

Cipro  del  cinquecento.... 

TRIVELLA. 

Signor  sì  I 

LELIO  e  DON  OTTAVIO. 

Carta  bianca  pei  dolci  e  per  le  frutta, 
Basta  che  non  ci  lasci  a  bocca  asciutta  ! 

TRIVELLA  (piano  a  Lelio). 

Ma....  qui  a  quattr'  occhi,  che  nessun  ci  senta.... 
Ci  saran.... 

LELIO  (scuotendolo). 

Che  vuci  dir? 

TRIVELLA. 

Eh  !  con  le  buone.... 

(forte) 

Ci  saran  donne  ? 

TUTTI. 

Goffo  !  Impertinente  ! 
Ipocrita  !  Tartufo  !  Mascalzone  ! 

TRIVELLA. 

Ah  !  se  sapessero, 
Cari  padroni, 
Su  questo  articolo 
Delle  esclusioni 
Quanti  almanaccano 
Storti  lunari 


ATTO  PRIMO 


Tutte  le  femmine 

Della  città! 

È  un  gran  vespajo, 

Padroni  cari, 

E  più  ne  chiacchiera 

Chi  men  ne  sa. 

Per  certi  oracoli 
Delle  botteghe, 
A  fare  il  sabato 
Vengon  le  streghe; 
Per  altre,  scusino, 
L'  è  un'  altra  salsa, 
Vi  batte  il  diavolo 
Moneta  falsa. 
È  un  gran  vespajo, 
Padroni  cari, 
E  più  ne  chiacchiera 
Chi  men  ne  sa. 

Quand'esco  all'alba 
Per  far  la  spesa 
Sempre  mi  capita 
Una  sorpresa. 
Ehi  !  Trivellino.... 
Me  lo  vuoi  dire  ? 
Per  te  ho  due  lire 
E  forse  più.... 
Ehi  !  Trivelluccio, 
Se  me  la  conti, 
Ti  pago  a  pronti, 
Come  vuoi  tu  ! 

Cosi  mi  rubano 
Di  mano  in  mano, 


?2 


LE  DONNE  CURIOSE 


Protesto,  strepito.... 

È  tutto  vano. 

Che  baraonda, 

Che  confusione  ! 

Serve  e  padroae 

Son  tutte  là! 

È  un  gran  vespajo, 

Padroni  cari, 

E  più  ne  chiacchiera 

Chi  men  ne  sa  ! 

LELIO. 

È  il  duro  peso  della  professione... 

Ma....  se  noi  sai  portar,  cambia  padrone! 

TRIVELLA 

Eppur  a  vincer  tal  curiosità 
Basteria  far  veder  quel  che  si  fa  ! 

TUTTI  meno  LEANDRO  e  DON  OTTAVIO. 

Galeotto  !  assassino  di  strada  ! 
La  parola  rimanda  nel  gozzo, 
O  ti  sveno,  ti  sbrano,  ti  strozzo, 
Non  ha  alcun  di  salvarti  virtù  ! 
Della  morte  che  meglio  ti  aggrada 
Sol  la  libera  scelta  avrai  tu  ! 

TRIVELLA. 

Obbligato!  La  morte  è  una  pillola 
Che  per  ora  non  vuole  andar  giù  ! 

DON  OTTAVIO  e  LEANDRO. 

Su  sentiamo  il  famoso  specifico 
Che  ogni  mal  di  guarire  ha  virtù! 


ATTO  PRIMO 


i3 


TRIVELLA. 

Lasciate  che  vi  adocchino 
Almeno  da  lontano, 
Che  sbircino,  che  tocchino 
Col  piede  o  con  la  mano... 
Qual  guaio  infin,  se  ficcano 

I  piccicletti  nasi  ? 

II  mondo  i  San-Tommasi 
Non  fecero  crollar! 

Saran  le  prime  a  ridere 
Le  pazze  curiose 
Di  cento  mila  cose 
Che  credon  di  trovar, 
E  a  spese  loro  apprendere 
Dovran  col  sacco  vuoto, 
Che  scuro  è  men  l'ignoto 
Di  quel  che  il  noto  appar  ! 

CORCX 

Trivella  di  retorica 
Lezioni  ci  vuol  dar  ! 

LELIO  (a  Trivella). 

Le  donne,  caro  mio,  sono  un  tesoro, 
Ma....  a  casa  loro  ! 

Qui...  sia  a  torto  o  a  ragion  -  poche  parole  - 
Non  se  ne  vuole  ! 

TUTTI. 

Poche  parole  ! 
Non  se  ne  vuole! 

DON  OTTAVIO, 

Dunque  a  stasera  e  si  farà  una  prova, 
Se  si  avrà  voglia,  della  Casa  Nuova. 


LE  "DONNE  CURIOSE 


TUTTI  (abbracciandosi). 

Amicizia!  L'amicizia 
Ha  per  figlia  la  letizia, 
Per  sorella  l'onestà! 
Non  ha  il  caldo  pizzicore, 
Il  prurito  dell'amore, 
Ma  gioconde  scorron  1'  ore 
In  serena  libertà  ! 

[si  allontanano  a  braccetto  ed  escono  in  differenti  direzioni,  meno  Trivel'a) 
TRIVELLA. 

O  Trivella,  o  mortale  fortunato, 

Il  tuo  campo  di  gloria  ora  è  il  mercato.... 

Allarghino,  se  credono,  i  cordoni 

Delle  lor  borse  i  nobili  padroni.... 

Qualche  quattrin  per  via  si  raccorrà 

Ruberò,  ma  soltanto  per  metà!.... 

Sono  queste  le  occasioni 
Che  pigliar  conviene  a  volo; 
Oggi  ancora  sono  scio, 
Ma  domani....  chi  lo  sa? 
Quella  cara  malandrina, 
Che  si  chiama  Corallina, 
Se  Dio  vuole,  mia  sarà, 
Io  per  me  non  mi  confondo, 
Se  mi  casca  addosso  il  mondo, 
Ma  in  riguardo  alla  metà 
È  il  rubar  necess  tà! 

[esce  da  un  uscio  segreto,  mascherato  dalla  tappezzeria} 


FINE  DEL  QUADRO  PRIMO. 


ATTO  PRIMO  i5 


QUADRO  SECONDO. 

Stanza  in  casa  di  Don  Ottavio.  Un  uscio  nel  centro.  Due  laterali 
SCENA  IV. 

Beatrice,  Laura,  poi  Corallina  e  più  tardi  Trivella. 

BEATRICE 

[entrando  vivamente  dalPuscio  a  destra  e  percorrendo  agitata  la  scena). 

Non  voglion  donne!  Quando  mai  s'è  vista 

Più  goffa  enormità  ?...  Resta  a  vedere 

Che  noi  la  mandiam  giù...  Noi  non  ci  vogliono, 

Compagne  virtuose, 

Ma  se  sono  straniere, 

Commedianti,  intriganti,  avventuriere... 

Ce  ne  fossero  !  * 

LAURA 

(che  ha  udito  sulla  soglia  delPuscio  del  fondo  il  discorso  di  Beati  ice). 

Che!  signora  madre. 
Quei  del  casino  hanno  dell'altre  spose? 

BEATRICE. 

Ah!  si  ascolta  alle  porte!  Non  sapete 
Ch'  io  detesto  le  donne  curiose  ? 

Chi  v'  ha  detto  che  sien  femmine 
Che  ci  vanno  a  bazzicar  ? 
Delle  femmine  cogli  uomini? 
Sfacciateli!  Ma  vi  par! 


LE  DONNE  CURIOSE 


Lo  saprete  a  tempo  debito 
Quel  che  stanno  escogitando... 
Forse  un  qualche  geroglifico- 
Forse  un  dove...  un  come...  un  quando... 

(breve  pa ■ sa) 

(fra  sè) 

(Maledette  !  eppur  son  femmine, 
Non  c'  è  campo  a  dubitar  ! 
E  le  carte  alla  mia  Laura 
Per  prudenza  ho  da  scambiar.) 

LAURA. 

Smetta,  mamma  amabilissima, 
Quel  sussiego  matronale, 
A  due  mesi  anche  le  rondini 
Fuor  del  nido  batton  l'ale! 
Sta  a  veder  che  mi  confondo 
Per  saper  quel  che  si  fa. 
Non  da  jer  venuta  al  mondo 
So  ancor  io  quel  che  si  sa! 

(breve  pausa) 

(fra  sè) 

(Maledette  !  eppur  son  femmine, 
Non  c'  è  campo  a  dubitar... 
E  la  crede  eh'  io  non  sappia 
Colaggiù  che  vanno  a  far  !) 

CORALLINA 

(ch^  si  è  affacciata,  alle  prime  parole  di  Laura,  all'uscio  di  sinistra,  avan- 
zandosi vivamente). 

Ah  !  illustrissime,  illustrissime... 
Sono  in  cerca  d'un  tesoro, 
Me  l'ha  detto  or  or  la  Menica... 
Collo  stagno  fanno  l'oro! 


ATTO  PRIMO 


-  / 


LAURA  e  BEATRICE. 

Fanno  l'oro?  Che  mai  dici? 
Dove?  Quando?  Come?  Chi? 

CORALLINA. 

Al  Casino  degli  Amici.., 

BEATRICE. 

I  padroni  ? 

CORALLINA. 

Gncra  sì  ! 

(fra  sè) 

(Credan  pure  quel  che  vogliono, 
Io  per  me  non  mi  confondo; 
Pria  di  notte,  caschi  il  mondo, 
Nel  ridotto  s'  ha  da  entrar). 

(fri  questo  momento,  Trivella  esce  cautamente  dall'uscio  a  destra  e  traversa  n 
punta  di  piedi  la  scena  per  entrare  nelPuscio  a  sinistra.  Quando  è  a  mezze, 
le  donne  si  voltano  e  accorrendo  verso  di  lui,  lo  afferrano  e  lo  trascinano  alla 
ribalta.) 

Le  tre  donne. 

BEATRICE. 

Trivella  ! 

LAURA. 

Trivellino! 

CORALLINA. 

Trivellone  ! 

LE  DONNE, 
(a  Tre) 

Sei  cólto  al  laccio!  non  si  scappa  più! 


iS 


LE  DONNE  CURIOSE 


TRIVELLA. 

Misericordia! 

LE  DONNE. 

Smetti,  bertuccione, 
Snocciola,  lesto!  udiam...  canta...  di'  su! 

L'hai  da  dire,  l'hai  da  dire 
Sciagurato  Trivellin, 
O  se  no... 

TRIVELLA,  (interrompendo). 

O  se  no? 

LE  DONNE. 

O,  se  no,  paventa  l'ire 

Dello  stuolo  femminin! 

Vedi!  l'unghie  hanno  le  punte, 

Son  sei  mani  armate  insiem, 

Da  quel  tanto  a  cui  siam  giunte 

Pensa  a  quel,  cui  giungerem! 

TRIVELLA. 

Ma  fate  giudizio, 

Padrone  mie  care, 

I  merli  si  pungono 

Per  farli  cantare! 

Un  uom  del  mio  stampo 

Ha  sempre  uno  scampo... 

Qualunque  opinione 

Vi  piaccia  d'aver, 

Per  me  mi  dichiaro 

Di  opposto  parer. 

Non  dico  di  sì, 

Non  dico  di  no, 

E  come  sui  trampoli 

In  bilico  sto! 


ATTO  PRIMO 


J9 


LE  DONNE. 

Canaglia!  canaglia! 
Caviamogli  gli  occhi, 
Rompiamogli  i  gomiti, 
Gli  stinchi,  i  ginocchi. 
Tu  devi  saperlo, 
Il  gnorri  non  far, 
O  merlo,  o  non  merlo, 
La  devi  cantar! 

TRIVELLA  (dibattendosi). 

(a  Beatrice) 

Ma  non  so  un  cavolo, 
Cara  padrona, 

(piano) 

(Se  c'entra  il  diavolo, 
Non  si  canzona  !) 

(a  Laura  c.  s.) 

Ma  non  so  nulla, 
Bella  fanciulla, 

(piano  c.  s.) 

(Cose  di  foco 
Vi  conterò). 

(a  Corallina  p.  c  s.) 

Per  te,  pettegola, 
Quello  che  so 
È  che  un  gran  bacio, 
Un  bacio  ancora, 
Pria  dell'aurora 
Io  ti  darò! 

Trivella  si  svincola  f  si  allontana  precipitosamente.  Le  donne  lo  seguono  in  alto 
di  imprecazione.  Laura  e  Corallina  si  ritirano.  Beatrice  si  adagia  sopra  un 
sofà.  Entra  Hon  Ottavio  con  tricorno  e  lungo  bastone  con  pomo  d'argento.) 


20 


LE  DONNE  CURIOSE 


SCENA  V. 
Beatrice  e  Don  Ottavio. 

DON  OTTAVIO 

(entrando,  senza  avvedersi  della  presenza  di  Beatrice). 

Corallina!  Sei  là!  Dammi  la  scatola, 

I  guanti...  (riconoscendo  sua  moglie) 

Ah!  siete  voi? 

BEATRICE 

(alzandosi  di   soprassalto  e  sbarrandogli  il  passaggio). 

Dove  si  va? 

DON  OTTAVIO   (con  flemma). 

Che  tuono  inquisitorio!  A  bruciapelo? 

BEATRICE. 

Dove  si  va,  cercator  di  avventure, 
Dissipator?... 

DON  OTTAVIO  (mettendosi  a  sedere  con  catari). 

Continuate  la  lista... 

BEATRICE. 

Manutengolo!  Procolo!  Alchimista! 

DON  OTTAVIO  (ridendo). 

C'è  dell'altro?  Badate,  cara  mia, 

Che  a  gridar  troppo  vi  potrà  far  male. 

BEATRICE. 

Me  n'imoorta  di  molto... 


ATTO  PRIMO 


21 


DON  OTTAVIO. 

E  poi  domani 
Ci  vorrà  la  melissa  e  lo  speziale. 

BEATRICE. 

Mi  farete  schiattar  pria  di  stasera.., 

DON  OTTAVIO. 

Proprio?  Volesse... 

BEATRICE. 

Che? 

DON  OTTAVIO  (fra  sè). 

(Non  c'è  pericolo!) 

(forte) 

Tira  vento...  fa  freddo...  a  confortarmi 

Vi  dispiace  di  darmi 

Mezzo  dito  di  Cipro  ed  un  baicolo? 

BEATRICE. 

Rospo!  Gambero!  Ostrica!  Balena! 

DON  OTTAVIO. 

Siete  più  bella  della  luna  piena! 

Io  di  regola,  mia  cara, 
Corra  l'acqua  sporca,  o  chiara, 
Non  mi  voglio  impazientar. 
Se  è  bel  sole,  faccio  festa, 
Ma,  se  tuona  e  se  tempesta, 
Non  perciò  mi  vuo'  inquietar. 
È  un  sistema  come  un  altro, 
Ch'  io  sia  goffo  più  che  scaltro 
Anche  questo  si  può  dar. 
Ma  non  vario  la  canzone, 
E  in  quattr'  anni  di  lezione 
La  dovreste  a  me  insegnar. 


22 


LE  DONNE  CURIOSE 


BEATRICE. 

Non  c'  è  modo,  non  c'è  verso 
Di  eccitarlo  alla  querela, 
Più  mi  scaldo  e  più  si  gela, 
È  una  cosa  da  schiattar! 
Spreco  il  fiato,  è  tempo  perso, 
Ma  però  la  dee  pagar! 

[D:n  Ottavio  si  alza  per  andarsene.  Beatrice  con  atto  aggressivo  lo  trattiene  ) 

Alle  corte!  Si  duo  saper? 

DON  OTTAVIO. 

Che  cosa  ? 

BEATRICE. 

Quello  che  andate  a  far  laggiù! 

DON  OTTAVIO  (ridendo  e  allontanandosi). 

Curiosa! 

(Beatrloe  esce  ) 

SCENA  VI. 
Laura  e  Leandro. 

LAURA  (fuggendo  da  Leandro). 

No,  lasciatemi  star... 

LEANDRO. 

Non  mi  fuggite... 

!<  LAURA. 

Ncn  mi  volete  ben... 


ATTO  PRIMO 


23 


LEANDRO. 

Perchè  lo  dite  ? 

LAURA. 

Perchè  il  vostro  è  un  silenzio  impenitente. 
Ma  insomma  che  si  fa? 

LEANDRO. 

Non  si  fa  niente... 
Cioè  si  gioca,  si  ciancia,  si  cena... 

LAURA. 

E  si  porta  con  sè  qualche  Sirena... 

LEANDRO. 

Laura! 

LAURA. 

Leandro! 

LEANDRO. 

Dir  che  osasti  tu  ? 

LAURA. 

Che  per  mio  conto  non  vi  voglio  più! 

LEANDRO. 

Misericordia!  Grazia! 

LAURA  (fuggendo). 

Eh!  chi  non  sa 
Che  consuma  l'amor  la  crudeltà! 


24 


LE  DONNE  CURIOSE 


SCENA  VII. 

Leandro,  solo. 

La  crudeltà!  la  crudeltà  dicesti? 

E  qual  un  nome  allora 

Trovar  potrei  pel  barbaro  abbandono? 

In  te  posi  ogni  fede...  ogni  speranza!... 

Te  il  dubbio  preme  ed  il  sospetto  incalza... 

Crudel  ?...  ah  no!...  solo  infelice  io  sono! 

Se  d'un  amor  si  tenero 
Avrai  reciso  il  fiore, 
Chi  potrà  darti  il  palpito 
Che  or  or  m'univa  a  te? 

L'  inconsolata  lagrima 
Che  sgorgherà  dal  cuore 
Non  può  tornarti  il  gaudio 
Che  avrai  rapito  a  me! 

Rimpiangerai,  ma  tardi, 
L'ingiusto  mio  dolore... 
La  stella  dell'amore 
È  in  terra  e  in  ciel  la  fè! 

SCENA  Vili. 
Leandro  e  Corallina. 

LEANDRO  (buttandosi  sopra  una  sedir*)D 

Ah  poveretto  me  ! 


CORALLINA. 

Che  cosa  è  stato  ? 


ATTO  PRIMO 


25 


LEANDRO. 

Non  mi  vuole  più  ben,  mi  ha  abbandonato. 

CORALLINA. 

Storie  !  dacché  c'è  mondo  si  abbandona, 

I  giovani  le  putte  e  viceversa... 

Poi...  che  è  che  non  è...  ci  si  perdona. 

LEANDRO. 

Ah!  con  Laura  stavolta  è  causa  persa I 

CORALLINA. 

C'è  un  modo  semplice, 
Io  almen  lo  sento, 
Queste  miserie 
Di  accomodar: 
Con  un  brevissimo 
Travestimento 
Per  roba  vostra 
Farla  passar. 

LEANDRO. 

Ma  se  al  Casino 
Non  voglion  donne... 

CORALLINA. 

E  chi  v'ha  detto 
Che  vesta  gonne  ? 
Metta  parrucca 
Come  la  vostra, 
Quel  che  fa  il  sesso 
Spesso  è  la  mostra! 
Quand'abbia  visto 
Di  che  si  tratta, 
La  cosa  è  fatta, 
Vi  lascia  star! 


26 


LE  DONNE  CURIOSE 


LEANDRO. 

Non  è  possibile... 

CORALLINA. 

E.allor,  mio  caro, 
Di  queste  nozze 
Non  s'ha  a  parlar  ! 

LEANDRO. 

Il  caso  è  unico... 

CORALLINA. 

Non  è  che  raro, 
Laura  è  una  trottola 
Che  vuol  girar! 

LEANDRO. 

J\la  non  c'è  proprio  modo  ? 

CORALLINA. 

Eh  !  ci  sarebbe... 

Forse...  chi  sa  ? 

LEANDRO  (dandole  un  borsellino  e  un  pizzicotto  sulla  guancia). 

Se  non  m'ajuti  tu, 
Che  hai  sempre  aperto  un  sacco  di  risorse, 
Chi  il  povero  Leandro  ajuterà? 

CORALLINA. 

Se  dessimo  ad  intenderle 

Che  sola,  inosservata 

Nel  vostro  santuario 

Da  me  son  penetrata, 

Che  ho  visto,  che  ho  toccato.... 

LEANDRO. 

Sarebbe  una  bugia... 


ATTO  PRIMO 


2" 


CORALLINA. 

Se  ci  sarà  peccate, 
La  penitenza  è  mia  L. 

LEANDRO. 

Ma  brava,  ma  bravissima  I... 

CORALLINA. 

Stasera  c'è  riunione? 

LEANDRO, 

Si  cena... 

CORALLINA. 

E  in  quanti  siete? 

LEANDRO. 

Che  so  ?  Venti  persone... 

CORALLINA. 

Ma  per  dir  la  mia  parte  —  mi  ci  vuol  la  lezione: 
Per  esempio...  alla  porta  —  si  batte,  oppursi  suona? 

LEANDRO. 

Nè  l'un,  nè  l'altro,  s'entra—  persona  per  persona. 

CORALLINA. 

Un  per  uno  ? 

LEANDRO. 

Sicuro  !  —  ciascheduno  ha  la  chiave,,. 

CORALLINA. 

Maschia,  o  femmina? 

LEANDRO. 

Maschia:! 


23 


LE  DONNE  CURIOSE 


CORALLINA. 

(fra  sè)  (Allora  il  caso  è  grave.) 
(forte)  E  c'è  parola  d'ordine  ? 

LEANDRO. 

Certamente  :  Amicizia. 

CORALLINA. 

Non  l'avrei  mai  pensato  ! 

(frase)  (Che  gioja!  Che  letizia!) 

LEANDRO. 

Passato  il  portico 
Dei  Zoccolanti, 
Volta  a  sinistra, 
Poi  sempre  avanti... 
Trovi  un  campiello... 

CORALLINA 

Del  Pipistrello... 

LEANDRO. 

Brava  !  bravissima, 
Appunto  quello! 
Rasenti  un  rio... 

CORALLINA. 

La  Cà  di  Dio  ! 

LEANDRO. 

Calle  dei  Sordi, 
Te  ne  ricordi? 
La  casa  a  destra 
Che  ha  una  finestra 
Sopra  la  porta, 
È  quella  là  ! 


ATTO  PRIMO 


29 


CORALLINA  (fra  sè). 

(Ah!  nelle  panie 
Ci  sei  cascate, 
Biondo  Narciso 
Innamorato, 
E  Corallina 
Di  te  più  fina 
Fino  alla  polpa 
Ti  spiumerà  !) 

C'è  camerini  ? 

LEANDRO. 

Che  te  n'importa? 

CORALLINA. 

Niente.  E  camini, 
Armadj,  letti, 
Specchi,  buffetti  ? 

LEANDRO. 

Ah  !  ma  corbezzoli  ? 
Basta  cosi  ! 

[CORALLINA. 

Certo  che  basta, 
Certo  che  sì! 

LEANDRO  (con  sospetto). 

Sta  a  veder  con  quell'aria  innocentina 
Che  m'ha  scavato  il  morto,.. 

(€SCe). 

CORALLINA  (salutandolo). 

Serva  di  lei  !  mi  chiamano  in  cucina.,. 

(voltandosi  e  guardandolo  con  fina  malizia) 

Adesso  se  n'è  accorto! 


3o 


LE  DONNE  CURIOSE 


SCENA  IX. 
Corallina,  sola. 

Oh  !  i  paperi  che  son  questi  galanti, 

In  fascio  tutti  quanti, 

Con  le  loro  malsane  fantasie 

D'inganni  e  relative  gelosie! 

Per  me,  se  il  ticchio  mi  saltasse  un  giorno 

D'un  qualche  Trivellin  portar  il  nome... 

Per  quanta  guardia  mi  facesse  intorno, 

Vorrei  far  sempre  a  mio  talento...  e  come! 

Con  le  donne,  miei  cari,  il  segreto 
Non  è  frutto  in  amore  permesso, 
Meno  a  noi  d'  assaggiarne  è  concesso, 
Più  ci  preme  quel  frutto  gustar! 

Quanto  a  noi,  non  s'attaglia  il  divieto; 
Certi  lembi  richiusi  sui  volti, 
Certi  nodi  nel  seno  raccolti 
Sappiam  sole  strappare,  o  sgruppar  ! 

Siate  pure  leoni,  od  eroi... 
C'ispirate  soltanto  pietà! 
Son  le  volpi  men  fine  di  noi, 
È  la  donna  che  all'  uomo  la  fa. 

SCENA  X. 

Beatrice,  Laura,  Corallina  e  le  Congiurate.  —  Con 

Beatrice  le  comari,  con  Laura  le  ragazze,  con  Corallina  le 
serve.  Beatrice,  ssguita  dalle  sue  amiche,  comparisce  all'u- 
scio di  sinistra,  Laura  a  quello  di  mezzo,  Corallina  a  quello 
di  destra. 

BEATRICE  (alle  sue  seguaci). 

Caute  appressatevi.  — 


ATTO  PRIMO 


LAURA  (c.  s.  alle  sue  amiche). 

Zitte  com'olio... 

CORALLINA  (c.  s.  alle  serve). 

Parola  d'ordine?  — 

LE  CONGIURATE  (avanzandosi  e  sotto  voce). 

Zara  e  rosolio  ! 

BEATRICE,  LAURA  e  CORALLINA. 

Sudo  i  terribili  —  inquisitori, 
S'anco  han  la  cronaca  —  dei  nostri  amori, 
A  aver  il  bandolo  —  della  congiura: 
Chi  dura  vince  !  — 

LE  CONGIURATE. 

Chi  vince  dura  ! 

BEATRICE  (con  gravità). 

Nella  mia  qualità  di  madre  nobile, 

Belle  comari,  amabili  ragazze, 

E  voi,  brune  servotte, 

Vi  dirò  la  ragion  o  grande,  o  piccola 

Della  nostra  terribile  combriccola. 

Stia  bene  attenta 

Chi  incerta  è  del  perchè  sia  qua  venuta... 
Monto  in  tribuna  ed  apro  la  seduta. 

In  orribile  congresso 
Da  alcun  tempo  stan  riuniti, 
Contrastando  a  noi  V  ingresso, 
I  nostri  impenetrabili  mariti, 

(alle  ragazze) 

I  vostri  amanti,  (aii«  serve)  i  vostri  principali! 

TUTTE. 

Orrori  Orrori 


32 


LE  DONNE  CURIOSE 


BEATRICE. 

Che  faran  mai  costor? 
Certo  più  o  men  dei  turpi  saturnali! 

LE  COMARI  (applaudendo). 

Esordio  felicissimo! 

BEATRICE  (continuando). 

Chi  portano  con  seco  ? 

LE  RAGAZZE  (fra  di  loro). 

(Risposta  facilissima!) 

LE  SERVE  (come  sopra). 

(Mi  par  che  parli  greco). 

BEATRICE. 

11  caso  è  serio  e  grave, 
V  ha  una  risorsa  sola... 

CORALLINA  (venendo  nel  mezzo). 

Domando  la  parola: 
Bisogna  aver  la  chiave! 

TUTTE  (alternativamente), 

La  chiave,  dicesti,  —  la  chiave?  A  che  far? 

CORALLINA. 

Scoperto  ho  il  segreto  —  e  a  tutte  lo  svelo: 
Han  tutti  una  chiave  — 

TUTTE, 

Potenza  del  cielo  ! 

CORALLINA. 

Con  quelle  soltanto  —  si  può  penetrar. 


ATTO  PRIMO 


TUTTE. 

Allora  in  man  nostra  —  dovranno  passar! 

Della  malizia  fina 
Tutte  si  adoprin  l'arti, 
L'astuzia  femminina 
Ci  dia  sublimi  parti, 
Si  preghi,  si  scongiuri, 
E,  caso  mai,  si  furi  ! 
i  Ogni  più  rea  magagna 

Assolve  un  nobil  fine  ! 
Sorelle!  alla  campagna  1 
È  tempo  di  pugnar! 

BEATRICE. 

All'  armi,  cittadine. 
È  d'  uopo  trionfar! 

TUTTE. 

Combatterem  —  raccolte  insiem, 

0  sparse  ad  una,  —  a  due,  a  tre.... 
Il  vello  d'or  —  conquisterei^!, 
Regnar  non  dènno  —  i  soli  re! 

1  lcr  sospetti  —  addormentiam 

Con  quanto  abbiam  —  di  più  gentil; 

A  farli  illusi  —  adoperiam 

11  pianto  a  freddo  —  e  il  riso  vii! 

LE  COMARI. 

Guerra  ai  mariti  !  — 

LE  RAGAZZE  e  LE  SERVE. 

Guerra  agli  amanti  ! 


3A 


LE  DONNE  CURIOSE 


LE  COMARI. 

Prede  legione  — 

TUTTE. 

Avanti,  avanti! 

L'  aste  incrociam  —  snudiam  gli  acciai*, 
Tutto  affrontiam  —  pur  di  riuscir! 
Guai  a  colei  —  che  può  tremar, 
Giuriam  pugnar....  —  senza  morir! 

(Si  danno  le  mani,  formano  gruppo.  —  Cala  la  tela.) 


FISE  DELL'ATTO  PRIMO. 


ATTO  SECONDO 


QUADRO  TERZO. 

Sala  in  casa  di  Don  Ottavio.  —  Tre  usci  e  due  finestre.  — 
Una  spinetta.  —  Un  tavolo  da  giuoco.  —  Un  sofà.  — 
Parecchie  poltrone. 

SCENA  I. 

Leandro,  Laura,  Don  Ottavio  e  Beatrice. 

LEANDRO, 
(entrando  appresso  a  Laura  che  si  schermisce). 

Non  m'avete  diretta  una  parola 
Durante  il  desinar.... 

LAURA  (con  freddezza  affettata). 

Eh  !  che  volete  ? 
.  Non  si  muore  d'amor!  Ci  si  consola... 

LEANDRO. 

Non  si  muore  d'amor  quando  non  s'amai: 

LAURA  (c.  s.). 

Vorreste  fare  una  partita  a  dama? 

DON  OTTAVIO  (entrando,  parlando  dalle  quinte). 

Corallina!  ricordati  il  caffè!... 

BEATRICE  (parlando  a  Corallina). 

T'ho  bell'e  intesa!  Lascia  fare  a  mei 


36 


LE  DONNE  CURIOSE 


XE ANDRO  e  LAURA,  giuocano  a  dama.  DON"  OTTAVIO    adagiato  sul  s:fà 
legge  la  gazzetta.  BEATRICE  su  di  una  poltrona  si  sventola.) 

LEANDRO  (giuocando,  a  Laura). 

Ma  sino  a  quando,  o  barbara, 
Mi  farai  tu  penar? 
Di  quei  tuoi  baci  d'angelo 
Un  sol  non  mi  vuoi  dar? 

LAURA. 

Non  fatemi  il  distratto, 
Badate  alla  scacchiera, 
O  tre  pedine  a  un  tratto 
Io  vi  dovrò  soffiar! 

LEANDRO. 

Crudel  tormentatrice, 
Mi  vuoi  veder  spirar  1 

BEATRICE. 

Don  Ottavio! 

DON  OTTAVIO. 

Beatrice! 

BEATRICE. 

Che  stanno  a  litigar? 

DON  OTTAVIO. 

È  la  bizza  mescolata 
A  sottil  curiosità.... 
Mescolata,  ammantecata, 
Come  meglio  si  vorrà. 


ATTO  SECONDO 


37 


È  il  sorbetto  prediletto 
Che  le  nostre  care  spose, 
Sieno  0  meno  curiose, 
Han  per  gusto  di  ammannir! 

BEATRICE. 

Già  s'intende...  prima,  0  poi 
Chi  fa  il  tempo  bello  0  brutto 
Son  le  donne,  siamo  noi, 
Lo  si  è  visto  da  Eva  in  qua. 

Non  siam  mai  però  le  prime 
A  gustar  di  un  certo  frutto... 
Sempre  è  l'uomo,  l'ucm  sublime 
Che  l'esempio  ce  ne  dà! 

LEANDRO  (piano  a  Laura). 

Se  non  m'ami,  andrò  d'angoscia 
A  morir  lontan  di  qua. 

LAURA. 

Ahi  mi  fate  proprio  ridere 
Con  le  vostre  amenità! 

BEATRICE. 

Ma...  Don  Ottavio  —  con  quel  soprabito 
(Mi  fate  celia!)  —  volete  uscir? 

DON  OTTAVIO. 

Non  sono  visite  —  di  soggezione; 
Certi  esempiacci  —  non  vuo' seguir! 

BEATRICE. 

Però,  se  ammodo  —  son  le  persone, 
Ci  stan  su  questi  —  cerimoniali... 

1 


33 


LE  DONNE  CURIOSE 


DON  OTTAVIO. 

Ci  stieno  pure,  —  mettan  gli  occhiali, 
Guardino,  sputino,  —  a  me  che  fa? 

BEATRICE. 

Almen  lasciate  —  che  ve  lo  spazzoli... 
È  tutto  polvere  —  datemi  qua... 

DON  OTTAVIO. 

Che  brava  moglie!  — 

BEATRICE. 

Su  via  levatelo... 
Ha  sino  un  tarlo  —  che  fa  pietà! 

DON  OTTAVIO. 

Dategli  indosso  —  la  spazzatina.... 

BEATRICE. 

Ma  se  non  posso  — 

DON  OTTAVIO. 

Basta  cosi! 

BEATRICE  (fra  sé). 

E  non  si  move!  —  Ci  fa  uscir  etiche 
Con  la  sua  flemma  —  quel  coso  lì! 

SCENA  II. 

I  precedenti.  Corallina  e  Trivella  col  servizio  da  caffé. 

CORALLINA. 

Ecco  il  caffè! 


ATTO  SECONDO    '  39 

DON  OTTAVIO. 

Via!  Beviamolo  in  pace! 

CORALLINA  (piano  a  Beatrice,  daniolc  il  caffè). 

Avete  fatto? 

BEATRICE  (c.  s.  a  Corallina). 

Non  sei  vuol  levare! 

(Corallina,  servita  Beatrice,  si  accosta  a  Don  Ottavio,  colla  seconda  tazza. 
Nel  momento  di  dargliela,  finge  di  essere  urtata  da  Trivella  che  la  segue 
col  vassojo  in  mano,  e  la  versa  sull1  abito  del  padrone.  Leandro  e  Laura 
si  alzano,  Beatrice  e  Corallina  danno  un  grido.  Trivella  rimane  intontito. 
Don  Ottavio  non  si  scompone.) 

DON  OTTAVIO. 

Non  è  nulla! 

LEANDRO,  BEATRICE,  CORALLINA  e  LAURA. 

Come  nulla? 

TRIVELLA. 

Oh  che  stupida  fantesca! 

BEATRICE,  LAURA  e  CORALLINA. 

Qui  ci  vuol  dell'acqua  fresca! 

CORALLINA. 

Presto,  presto!  Dia  pur  qua! 

(gli  leva  il  vestito  ed  esce  per  un  momento) 
DON  OTTAVIO. 

Date  qui  la  spolverina, 
Non  mi  voglio  raffreddar! 

BEATRICE,  LAURA  e  LEANDRO. 

Ecco  qua  la  spolverina, 
Non  si  deve  raffreddar! 


40 


LE  DONNE  CURIOSE 


TRIVELLA  (fra  sè). 

Resto  in  asso,  solo  solo, 
Duro  al  pari  d'un  piuolo 
Sono  pieno  di  sgomento, 
Non  mi  so  raccapezzar. 
Qui  e'  è  sotto  un  tradimento, 
Ma  da  me  lo  vo'  sventar! 

DON  OTTAVIO,  BEATRICE,  LAURA  e  LEANDRO. 

Guarda,  guarda  Trivellaccio 
Come  fa  la  faccia  lunga, 
Non  si  sa  cavar  d' impaccio, 
Par  che  un  aspide  lo  punga. 
È  la  statua  rediviva 
Del  fatai  Commendatori 

CORALLINA  (entrando). 

Tutto  fatto! 

TUTTI. 

Viva  !  viva  ! 

CORALLINA. 

È  svanito  anche  l'odor! 

CORALLINA   (mettendogli  Tabito). 

È  una  bellezza  —  Eccellentissimo, 
Tutto  a  bel  nuovo  —  tirato  par.... 
Se  a  certe  femmine  —  mi  dà  nell'  occhio, 
Brutti  pronostici  —  si  devon  f%| 

BEATRICE  (dandogli  il  tricorno). 

Siete  un  Adone,  —  sposo  carissimo, 
Non  v*  ho  mai  visto  —  cosi  a  rotar; 
Se  a  certe  femmine  —  date  nell'  occhio, 
Un  qualche  tiro  —  m'  ho  d'aspettar! 


ATTO  SECONDO 


LAURA,  (dandogli    il   bastone   e   offrendo   il  cappello    a  LEANDRO,) 
BEATRICE  a  DON  OTTAVIO,  CORALLINA  a  TRIVELLA. 

Vadano,  vadano  —  in  compagnia, 
Faccian  baldoria,  —  nozze,  allegria! 
Non  intendiamo  —  sfondar  la  porta, 
Non  ce  n'  importa,  — -  serva  di  lor! 

DON  OTTAVIO  (a  tutte  tre). 

Arcipettegole,  —  buttate  il  fiato, 
Credendo  rendermi  —  di  mal  umor  ; 
Ma  son  flemmatico,  —  son  ponderato, 
Nè  mai  la  collera  —  mi  prese  ancor. 

TRIVELLA  (a  Corallina). 

Se  questa  volta  —  tu  m'  hai  burlato, 
Vo'  la  rivincita  —  prendere  or  or  ! 
Ben  ti  conosco  —  per  ogni  lato 
E  nella  trappola  —  non  caddi  ancor. 

LEANDRO  (a  Laura). 

Il  cor,  crudele,  —  tu  m'  hai  passato.... 
Il  tuo  fu  sempre  —  mentito  amor! 
Ti  fui  fedele,  —  t'  ho  troppo  amato, 
Ma  una  mercede  —  non  ebbi  ancor. 

(Le  donue  accompagnano  gli  uomini  alla  porta.  Corallina  fa  fare  una  piroetta 
a.  Trivella.) 

SCENA  III. 

i 

Beatrice,  Laura  e  Corallina. 

CORALLINA  (mostrando  le  chiavi,  con  aria  di  trionfo). 

Sono  qua!  sono  qua! 


A'2 


LE. DONNE  CURIOSE 


Beatrice  e  laura. 

Vediam  !  Vediamo! 
Chiave  e  chiavetta  !  Ordigni  complicati  !.... 

CORALLINA. 

Le  fan  fare  a  Milan  — 

BEATRICE  e  LAURA, 

Ma  come  hai  fatto 
Ad  evitar  che  se  ne  avveda? 

CORALLINA 

Caspita! 

Ci  ho  messe  al  posto  quelle  di  cantina! 

BEATRICE  e  LAURA. 

Ma  brava  Corallina  ! 

LAURA. 

Voglio  venirci  anch'  ic... 

BEATRICE. 

Ci  mancherebbe  I 

Una  putta  di  conto  ! 

LAUllA. 

E  come? 

BEATRICE. 

Smetta  ! 

Resti  a  far  la  lezione  alla  spinetta! 

[Beatrice  e  Corallina  escono] 


ATTO  SECONDO 


SCENA  IV. 
Laura  sola. 

Alla  spinetta!  Sta  a  veder!  Mi  credono 
Fatta  di  pasta  come  l'altre?  Oibò! 
Ho  giurato  di  andarvi  e  vi  anderò  ! 

Io  son  come  1'  ape  —  che  vola  sai  fior, 
Ne  aspira  i  profumi  —  si  pasce  di  miei; 
Ma,  se  mi  si  punge  —  nel  vivo  del  cor, 
Divento  una  vespa,  —  mi  cibo  di  fiel! 

Io  son  la  gazzella  —  che  vive  di  fior, 
All'  ombra  romita  —  del  casto  ruscel, 
Ma....  se  mi  si  punge  —  nei  mezzo  del  cor, 
Al  par  d'  una  tigre  ~  divento  crudeli 

Allor  che  sul  serio  —  decisa  mi  son 
D'  un  qualche  mistero  —  il  velo  a  strappar, 
Ci  perdon  le  mamme  —  il  ranno  e  il  sapon, 
Gli  ostacoli  sfido,  —  la  voglio  spuntar  ! 

SCENA  V. 
Laura  e  Leandro. 

LEANDRO. 

Laura! 

LAURA. 

Come!  ancor  qui?  (fra  Sè)  (N'ero  sicura?) 

LEANDRO. 

M'  ascolta  per  pietà  ! 


LE  DONNE  CURIOSE 


LAURA. 

Meritereste 
Che  vi  voltassi  le  spalle! 

LEANDRO. 

E  perchè? 

LAURA. 

Perchè  vi  ricusate 
Di  dir  la  verità! 

LEANDRO  (fra  sè). 

(Siamo  alle  solite!) 

Ma  se  1'  ho  detta.... 

LAURA. 

Baje! 

LEANDRO. 

L'  ho  narrata 

Per  filo  e  segno.... 

LAURA. 

Facezie!  Alle  corte.... 
Andate  a  corteggiar  chi  più  vi  piace, 
Per  me,  vi  prego  di  lasciarmi  in  pace! 

LEANDRO. 

O  Laura,  chiedimi  —  quel  che  più  brami, 
In  pegno  tenero  —  di  tanta  fè, 
Ma  il  labbro  porgimi  —  ma  di'  che  m'ami, 
Son  degno,  oh  credilo  —  sempre  di  te! 

LAURA. 

Se  quella  lagrima  —  dicesse  il  vero, 
Un  santo  giubilo  —  potrei  provar; 
Ma  il  vostro  spasimo  —  è  menzognero, 
Fede  a  quel  palpito  —  non  so  prestar! 


ATTO  SECONDO 


LEANDRO. 

Per  darti  prova  —  dell'amor  mio 
D'andar  al  circolo  —  mi  ristarò.... 

LAURA. 

Parole  al  vento  —  altro  vogl'  io.... 

LEANDRO. 

Prometto.... 

LAURA. 

Chiacchiere!  — 

LEANDRO. 

Lo  giuro  ! 

LAURA. 

Ne! 

Vo'  una  prova  materiale,  , 
Semplicissima,  ma  certa.... 
A  quel  circolo  geniale 
Non  c'  è  mica  porta  aperta.... 

LEANDRO. 

Che  vuoi  dir  ? 

LAURA. 

Vo'  dir....  pensateci..*. 
I  momenti  sono  gravi, 
Consegnatemi  le  chiavi, 

0  per  sempre  via  di  qua! 

LEANDRO. 

Le  mie  chiavi....  in  altre  mani, 
È  una  vera  slealtà! 

LAURA, 

1  pretesti  sono  vani, 

Qua  le  chiavi,  o  via  di  qua! 


4* 


LE  DONNE  CURIOSE 


LEANDRO. 

Eccole!  eccole  — -  tienle  pur  tu. 

(le  dà  le  chiavi) 

Non  atterrirmi,  —  cara,  di  più  I 

LAURA. 

Nelle  mie  mani,  —  credilo  pure, 
Stan  meglio  a  posto  —  son  più  sicure. 
Or  compatiscimi  —  se  ho  dubitato, 
M'hai  tutta  l'anima  —  racconsolato. 

LEANDRO. 

E  m'ami  ancora  ?  — • 

LAURA. 

T'amo,  t'adoro  !... 

LEANDRO. 
LAURA. 

LEANDRO. 

Angiol  ! 

LAURA. 

Tesoro  ! 

Faremo  nozze,  —  faremo  feste, 

Chè  è  il  sol  tornato  —  più  bello  in  cieli 

LEANDRO. 

O  mia  suprema  —  gioja  celeste! 
È  il  sol  tornato  —  più  bello  in  ciel! 

(escono  da  direzioni  opposte) 


Gioja  ! 

Bellezza  ! 


FINE  DEL  QUADRO  TERZO. 


ATTO  SECONDO 


47 


QUADRO  QUARTO. 

Un  campo  (piazza)  dì  Venezia.  Via  vai  di  gente,  maschere 
quali  sole,  quali  accompagnate. 

SCENA  VI. 

Signori,  donne,  popolani,  maschere, 
poi  Corallina  e  Trivella. 

CORO. 

È  sabato  grasso,  —  vigilia  di  festa, 
Per  calli  e  campielli  —  cantando  giriam, 
La  maschera  allegra  —  nessuno  molesta, 
Le  matte  avventure  —  scherzando  corriam  ! 

Le  mogli  son  brave,  —  le  figlie  son  buone, 
Se  a  spasso  da  sole  —  si  lasciano  andar, 
Ai  gonzi  inesperti  —  facciam  la  lezione, 
Perchè  ce  la  possan  —  domani  insegnar  ! 

(poco  per  volta  si  disperdono) 
TRIVELLA  (entrando  in  iscena  dietro  a  Corallina  vestita  da  levantino). 

Ti  conosco,  mascherina.... 

CORALLINA. 

Ci  ho  i  miei  dubbj,  sor  compare.... 

TRIVELLA. 

Sei  un  turco  di  Fusina... 

CORALLINA. 

Di  Fusina?  Ma...  ti  pare? 


4s 


LE  DONNE  CURIOSE 


TRIVELLA. 

Di  Fusina,  o  di  Mirano  ! 

CORALLINA. 

Io  conosco  meglio  te... 
Sei  un  ciuco  padovano  !.... 

TRIVELLA. 

Io  ? 

CORALLINA. 

Di  quei  da  quattro  piè  I 

TRIVELLA. 

Pettegolo,  ridicolo, 
Sfacciato  moscardino, 
Che  dai  cosi  dell'asino 
A  un  uom  del  mio  valor, 

Se  su  quel  tuon  continui, 
T'insegnerò  il  latino, 
O  per  far  meglio  a  balia 
Saprò  mandarti  ancor. 

CORALLINA. 

Si  scaldi  pur,  s'accomodi, 
Feroce  spadaccino, 
Sappiam  le  goffe  smanie 
Chi  le  farà  passar  ! 

Sen  vada  a  mangiar  nespole 
Con  quelli  del  casino, 
Ma  Corallina,  o  barbaro, 
Te  la  farà  pagar! 


ATTO  SECONDO 


49 


TRIVELLA. 

Corallina  ?  Davver  tu  sai  ch'io  sia  ? 

CORALLINA  (fuggendo). 

Il  servitcr  del  diavolo!  Una  spia! 

TRIVELLA. 

Bocca  che  vuoi?  come  dicono  qui... 
Che  fosse  lei,  travestita?...  Possibile! 
Ma  no...  ma  si,  ma  no!...  ma  si,  ma  si! 

(Corallina  esce) 

SCENA  VII. 

Trivella  solo. 

È  lei,  non  v'ha  più  dubbio,  ed  io,  baggiano, 
Non  me  ne  accorsi  alla  sua  voce,  al  tratto, 
Alla  curva  gentil...  Sciocco,  la  mano 
Perchè  non  allungai?  Sovente  il  tatto 
È  saggio  scopritor...  Ma  non  potea 
Stender  la  man  se  un  uomo  io  la  credea. 
Corbellato  sarei?... 

Sarebbe  troppo  presto.  Io  molto  l'amo, 

E  suo  marito  diventar  vorrei, 

Ma  non  di  quei...  Non  so  se  c'intendiamo! 

Colei  che  adoro  è  amabile, 
E  furba  quanto  bella, 
Pur  me  non  puote  illudere, 
Nessun  burlò  Trivella. 

È  già  una  gran  disgrazia 
Marito  diventar, 
Se  poi  sul  capo  grandina... 
È  cosa  da  schiantar. 


5o 


LE  DONNE  CURIOSE 


Però  abbracciarla  voglio 
Con  dolce  voluttà, 
E  al  petto  mio  stringendola... 
Sarà  quel  che  sarà. 

(esce) 

SCENA  Vili. 

Laura  sola,  poi  Lelio.  Laura  esce  da  una  gondola,  e  si  avanza 
cautamente  nella  direzione  della  porta  del  casino. 

LAURA. 

Grazie  a  Dio,  sono  andati  !...  Oh  che  paura! 
Se  potessi  infilar  la  serratura 
Senza  strepito  ! 

(fa   atto   di   aprire  la   porta  del  casino.  In  quella  Lelio  apre  dal  di 
dentro  per  uscire) 

Ah 

(figge  rapidamente  e  rimonta  nella  gondola) 
LELIO 

(uscendo,  vede  Laura  fuggire,  e  trova  la  chiave  nella  toppa  della  porta). 

Come  !  una  chiave, 
La  nostra,  nella  toppa?  e  là  un  zendado? 
C'è  del  marcio  qua  sotto.  È  un  qualcheduno 
Forse  dei  nostri  che  laggiù  s'aggira. 

(arriva  Corallina  vestita  da  uomo) 

Un  levantin  ?  mi  par  piccolo  !  andiamo  ! 

(forte  verso  Corallina) 

Amicizia  ! 

CORALLINA. 

Sicuro  ! 

LELIO. 

Ahi  !  c'è  del  torbido... 

Chi  siete? 


ATTO  SECONDO 


5i 


CORALLINA. 

Un  sozio... 

LELIO: 

Allora  avrete  indosso 

Le  chiavi... 

CORALLINA. 
Certo  che  le  ho...    [mostra  le  chiavi) 

LELIO. 

Vediamo 

CORALLINA  (fra  sè). 

(Ahi!  mi  sospetta!) 

LELIO. 

Chi  te  Tha  date?  Chi  sei?  cosa  cerchi? 

CORALLINA. 

Amicizia  ! 

LELIO. 

Bricconi...  Sei  una  femmina... 

CORALLINA  (scappando). 

•  Sono  scoperta!...  Ajutami,  gambetta! 

LELIO. 

Che  negozio  è  mai  questo?  In  man  di  donne 
Due  chiavi?  A  monte  tutto,  a  tutto  fuoco! 
Non  ne  vo'.più  saper!  Peste  e  rovina! 
I  traditor'  li  metterò  in  berlina! 

(entra  in  casa) 


52 


LE  DONNE  CURIOSE 


SCENA  IX. 

Trivella,  Beatrice,  Laura,  Corallina,  donne,  ra- 
gazze e  serve,  quali  mascherate,  quali  come  alla  scena 
ultima  dell'atto  primo. 

{Trivella,  con  un  lanternone  in  mano,  entra  in  iscena  dalla  calle  che  prospetta 
l'ingresso  del  casino,  a  sinistra  dello  spettatore.  Mentre  passa  cauta- 
mente nel  mezzo  del  proscenio,  comparisce  Beatrice  in  gondola,  alla  riva, 
che  si  trova  nel  fondo  accompagnata  dalle  sue  amiche.  Laura  colle  ra- 
gazze fa  capolino  alla  stessa  calle,  donde  è  sbucato  Trivella  ;  finalmente 
dalla  calle  contigua  al  casino  esce  Corallina  colle  serve.  Ciascun  gruppo 
fermandosi,  al  suo  primo  apparire  in  iscena,  chiama  sottovoce  Trivella. 
La  scena  è  oscura.) 

DONNE. 

Ps!  Ps!  Ps! 

TRIVELLA,  (fra  sè). 

(Che  strano  vento!) 

DONNE  (quasi  tossendo). 

Uhm!  Uhm!  Uhm! 

TRIVELLA. 

(C'è  tempo  in  moto  !...) 

DONNE. 

Ravvicinandosi  poco  per  volta,  con  lanternine  cieche,  che  tengono  nascoste 
sotto  lo  zendado,  in  modo  da  stringere  Trivella  in  un  cerchio,  donde  non 
può  uscire) 

Se  permette,  un  sol  momento... 

(gli  piantano  sotto  il  naso  i  lanternini) 
TRIVELLA  (spaurito). 


Che  vuol  dir  quest'aggressione? 
Contro  un  uom  venti  persone  1 


ATTO  SECONDO 


53 


DONNE. 

Venti,  cento...  non  fiatar... 
Dietro  a  te  vogliamo  entrar! 

TRIVELLA. 

Ma... 

DONNE. 

Vogliam  ;  o  guai  a  te  ! 

(mostrando  le  unghie) 

Guarda  e  trema! 

TRIVELLA. 

Ohimè  !  ohimè! 
Ma  se  si  avvedono, 
Ma  se  lo  sanno... 

DONNE. 

Oh  non  pigliarti 
Per  questo  affanno... 
Saprem  difenderti, 
Ma  tira  via... 

TRIVELLA  (a  Beatrice). 

Ma...  Signoria  !... 

LAURA,  BEATRICE  e  CORALLINA. 

Spicciati!  va  ! 

(Trivella,  stretto  e  urtato  dalle  donne,  viene  spinto  verso  la  porta  del  ca- 
sino. Beatrice  gli  si  attacca  a"1  panni,  dietro  a  lei  Laura,  poi  Corallina, 
poi  le  altre  donne.  Trivella  cerca  la  chiave  e  la  introduce  lentamente 
nella  toppa.) 

DONNE. 

Come  fantasime  —  bianche  invisibili, 
Al  tocco  d'uomini  —  inaccessibili, 


54 


LE  DONNE  CURIOSE 


Introduciamoci  —  ad  una  ad  una, 
Furtive  rondini  —  della  laguna! 
Là  nelle  tenebre,  —  come  vampiri, 
Spiamo  il  bandolo  —  dei  lor  raggiri, 
Poscia  in  un  impeto  —  raccolte  insiem 
Sovra  i  colpevoli  —  irromperem! 

TRIVELLA.. 

Son  capitano  —  di  lungo  corso, 
La  ciurma  indomita  —  si  dà  a  rivolta, 
Morto  per  morto  —  non  ho  rimorso 
Di  contentarla  —  per  questa  volta. 

/alle  donne) 

Piano,  pianissimo  —  con  gran  giudizio... 
Ad  ogni  passo  —  c'è  un  precipizio, 
Non  s'ha  da  intendere  —  altro  rumor 
Che  quel  del  battito  —  del  vostro  cor! 

LE  DONNE. 

Piano,  pianissimo  —  con  gran  giudizio... 
Ad  ogni  passo  —  c'è  un  precipizio, 
Non  s'ha  da  intendere  —  altro  rumor 
Che- quel  del  battito  —  del  nostro  cor! 

^Trivella  apre  con  gran  precauzione  la  porti.  Le    donne  sfilano   ad  una  ad 
una  ed  entrano  nel  casino.  —  Cala  la  tela.) 


FINE  DELL'  ATTO  SECONDO. 


ATTO  TERZO 


QUADRO  QUINTO. 

Le  sale  del  Casino  della  Società  dell'Amicizia.  —  La  scena 
è  divisa  in  due.  Il  compartimento  a  sinistra  dello  spetta- 
tore, più  ampio  di  quello  a  destra,  rappresenta  la  sala  da 
pranzo.  Mobili  sontuosi.  Un  grande  uscio  nel  fondo,  uno 
a  sinistra,  e  il  terzo  a  destra ,  che  immette  al  secondo 
compartimento.  In  quest'ultimo,  mobilio  più  modesto.  È 
una  specie  di  anticamera  oscura. 

SCENA  L 

CORO. 

Siamo  al  completo  —  la  sala  è  piena, 
In  gaje  pentole  —  bolle  la  cena; 
Qui  nel  casino  —  Sabato  grasso 
Più  matto  spasso  —  non  ci  può  dar! 

Sarà  un  gran  ridere  —  fare  una  prova 
D'una  commedia  —  per  tutti  nuova, 
E  della  parte  —  di  primo  acchito 
Tutti  il  vestito  —  dover  portar! 

SCENA  IL 
Lelio,  Don  Ottavio,  Leandro  e  Coro. 

LELIO. 

Amici,  nella  nostra  società 
Siamo  in  vera  repubblica.  Però... 


5ó 


LE  DONNE  CURIOSE. 


A  far  sì  che  procedano  per  bene 
Le  prove  della  nostra  commediola, 
Per  questa  volta  sola, 
Reclamo  un  briciolin  di  autorità. 

TUTTI. 

Quel  che  Lelio  farà  bene  starà  IL. 

LELIO. 

La  filza  risfogliando 
Dei  nostri  personaggi, 
Il  primo  che  mi  capita 
È  Don  Orazio  Raggi, 
Un  uom  sui  cinquantanni, 
Arzillo  e  insiem  rotondo, 
Che  certi  sciocchi  affanni 
Non  vuol  pigliarsi  al  mondo. 

[a  Don  Ottavio) 

È  una  parte,  Don  Ottavio, 

Che  per  voi  par  fatta  apposta.... 

DON  OTTAVIO. 

Fate  celia? 

LELIO. 

Non  fo  celia, 
Non  c'è  replica,  o  rispostali 

Parrucca  bionda, 
Mazza  d'  argento, 
Il  naso  al  vento, 
Eccolo  là! 
Per  tutto  il  resto, 
Caro  compare, 
Come  vi  pare, 
Come  vi  va! 


ATTO  TERZO 


57 


TUTTI  (a  Don  Ottavio). 

Vada,  lustrissimo, 
A  far  toletta, 
Se  vuol  ajuto, 
Siam  tutti  qua! 
Sa...  dopo  cena 
Non  ci  si  aspetta, 
E  la  burletta 
Principierà. 

DON  OTTAVIO. 

Eh!  meno  furie, 
Se  mi  dissesto, 
Qualche  malanno 
Potrò  pigliar  ! 

Su  via  lasciatemi, 
Il  tempo  è  onesto, 
E  per  st'altr'anno 
Si  può  provar  !  (esce) 

LELIO  (a  Leandro). 

Voi,  Leandro,  bello  e  lindo 
Siete  nato  a  far  Florindo, 

(ad  un  altro) 

Voi,  col  naso  da  tacchino, 
Mi  farete  da  Arlecchino, 

(ad  un  terzo) 

Voi,  che  avete  gamba  snella 
Imitateci  Brighella. 

CORO. 

Viva,  viva  Pantalone, 
Il  genial  anfitrione, 
Pantalon  dei  Bisognosi, 
Il  compare  degli  sposi, 


58  LE  DONNE  CURIOSE 


Il  nemico  delle  liti, 
L'avvocato  dei  mariti, 
Chi  lo  vuole  —  in  due  parole  — 
Nato-fatto  eccolo  là! 

LEANDRO. 

Sta  ben,  sta  ben...  ma  chi  farà  Rosaura,  . 
Se  donne  non  ne  abbiam  ? 

LELIO. 

Il  più  sbarbato, 
Colui  che  ha  il  mento  e  il  viso  di  castrato... 
Trivella! 

CORO. 

Trivellacelo! 

LELIO  e  LEANDRO. 

Trivellino! 

TRIVELLA. 

Misericordia!  Io! 

TUTTI. 

Non  faccia  smorfie!  Marschl  in  camerino! 

LELIO. 

Per  quegli  altri  fate  voi, 
Dopo  o  prima,  prima  o  poi, 
Fra  sì  nobili  persone, 

10  farò  da  Pantalone, 
Pantalon  dei  Bisognosi, 

11  compare  degli  sposi, 
Il  nemico  delle  liti, 
L'avvocato  dei  mariti 

Chi  mi  vuole  —  in  due  parole  — 
Nato-fatto  eccolo  quà  ! 


ATTO  TERZO 


•9 


SCENA  III. 

Corallina,  sola,  nell'anticamera  a  diritta,  poi  Trivella,  a 

sinistra, 

CORALLINA. 

Son  riuscita  a  scappar  dal  bugigattolo, 

Dove  appiattate  stan,  sin  che  Trivella 

Le  chiami  per  guardar  nel  gran  momento. 

Uh  !  Che  tormento  ! 

Sento  la  fantasia  che  mi  galoppa... 

Proviamo  ad  origliar. 

(Si  avvicina  all'uscio  che  separa  i  due  compartimenti  e  tende  l'orecchio.) 

Non  c'  è  nessuno, 
A  quel  che  pare,  o,  se  ci  son,  stan  muti... 
Ah!  vedo  chiaro...  almeno  si  potrà, 
Spero,  sbirciar  pel  vano  della  toppa!... 

(accosta  rocchio  alla  toppa  e  riguarda) 

Non  c'è  anima  viva  !  Oh  dove  mai 
Stanno  imbucati  ?  Zitto  !...  odo  un  fruscio... 
Come  di  vesta... 

(Trivella,  travestito  da  Rosaura  e  mascherato,  entra  lentamente  in  iscena 
nel  grande  compartimento,  a  sinistra.  Corallina  si  rimette  al  sue  osser- 
vatorio.) 

Una  donna  !  Una  maschera  ! 
E  che  fianco  sottile  !  E  che  movenze  ! 
Ah!  vo'  l'uscio  sfondar! 

(preme  sull'uscio,  il  quale  cede  facilmente  alla  sua  pressione) 
TRIVELLA  (fra  sè). 

Che  contrattempo  ! 
Sta  a  veder  che  mi  piglia... 

CORALLINA  (ironicamente). 

La  signorina  è  forse  di  famiglia? 


òo 


LE  DONNE  CURIOSE 


TRIVELLA  (in  falsetto). 

Che  gliene  importa  a  lei,  signor  intruso? 

CORALLINA. 

Me  ne  importa  di  molto  ! 

TRIVELLA. 

Se  è  de'  sozj, 

Passi  nell'altre  stanze... 

CORALLINA 

E...  ci  son  donne  ? 

TRIVELLA. 

Se  ce  ne  sono,  e  come! 

CORALLINA. 

E...  scusi  tanto- 
Mi  sa  dir  se  quel  birbo  eli  Trivella 
Se  ne  dia  per  inteso? 

TRIVELLA. 

Eh  !...  Si  scalmana 
Anche  lui,  come  gli  altri...  anzi,  se  ho  a  dirglielo, 
È  il  mio  ganzo... 

CORALLINA. 

Da  quando? 

TRIVELLA. 

Eh!  press'a  poco 

Dall'altra  settimana  ! 

CORALLINA  (dandogli  uno  schiaffo), 

Ah  malandrina! 

TRIVELLA  (scoprendosi), 

Guarda  e  trema  ! 

CORALLINA. 

Trivella  ! 


ATTO  TERZO 


61 


TRIVELLA. 

Corallina  ! 

TRIVELLA  (sporgendo  la  guancia  a  Corallina). 

Cancellalo,  cancellalo, 

Per  te  non  v'  ha  più  scampo, 

Lo  sfregio  inenarrabile 

Col  labbro  corallin. 

O  su  quel  labbro  indomito 

Da  me  tre  baci  io  stampo, 

Un  più  dell'altro  fervido, 

Ribaldo  levantin. 

CORALLINA  (ritraendosi). 

Degli  estri  tuoi  risparmiami, 

Trivella,  la  sorpresa, 

Non  ha  virtù  di  smuovermi 

Il  riso  tuo  felin. 

Su  quelle  guance  floride 

Non  può  recar  offesa 

Il  folleggiar  distratto 

Del  dito  femminili  ! 

TRIVELLA  (risentito). 

Il  folleggiar,  dicesti,  0  zerbinotto  ? 

(fra  sè) 

Ah!  se  tu  vai  di  passo,  io  vo  di  trotto! 

(passeggiando  su  e  giù,  e  sventolandosi) 

Quantunque  l'abito 
Non  formi  il  sesso, 
Non  parmi  d'essere 
Però  lo  stesso. 
Sento  che  sfumano 
I  maschi  grilli 
Sotto  la  cuffia 
Della  beltà! 


62 


LE  DONNE  CURIOSE 


Faccia  il  suo  comodo, 
Strepiti,  strilli  ! 
Di  lei  Rosaura 
Che  far  non  sa. 

CORALLINA. 

Oh  !  per  codesto 
C  è  sempre  modo 
Di  far  le  frangie 
A  un  vecchio  nodo. 
Quand'anche  l'abito 
Formasse  il  sesso, 
Non  siam  poi  figli 
Del  ramo  istesso; 
E  con  un  briciolo 
Di  buon  voler 
L'  innesto  amabile 
Si  può  ottener! 

TRIVELLA. 

Se  fosse  vero  ! 

CORALLINA  (con  moine  affettuose). 

Sì  che  gli  è  ver! 

TRIVELLA  (urtandola  col  braccio). 

Brutta  antipatica! 

CORALLINA  (come  sopra), 

Brutto  cattivo  ! 

TRIVELLA. 

Sol  per  te  spasimo  !.... 

CORALLINA. 

Sol  per  te  vivo  !.... 


ATTO  TERZO 


63 


TRIVELLA,  (baciandola). 

Tò  —  stavolta  te  l'ho  dato, 
Nè  il  riesci  a  cancellar! 
Perdi  il  sugo,  sciupi  il  fiato 
A  volermelo  negar. 

Sono  fresco,  sono  arzillo, 
Sento  l'ali  per  volar! 
Quel  bacin  m'ha  reso  brillo, 
Nelle  gonne  non  so  star! 

CORALLINA. 

Per  stavolta  si  contenti 

Di  quel  tanto  che  rubò, 

O  se  no  —  pochi  commenti  — 

Io  1' anel  non  glie  lo  dò! 

Non  mi  faccia  il  cascamorto, 
Non  mi  guardi  come  un  pesce.,.. 
Sa....  con  me  non  si  riesce.... 
A  suo  tempo  —  prima,  no! 

TRIVELLA  (porgendole  la  guancia). 

Almen,  dammelo  tu  ! 

CORALLINA. 

Se  non  c'  è  altre!..., 

TRIVELLA. 

Bell'angelo  clemente  ! 

(Corallina  gli  dà  uno  schiaffetta) 

Ah  !  malandrina  ! 

CORALLINA  (scappando). 

Zitto,  che  vien  gente! 


ó4 


LE  DONNE  CURIOSE 


SCENA  IV. 

Beatrice,  Laura,  le  donne,  poco  dopo  Corallina. 

CORO. 

Cerne  di  tortore 
Stormo  quieto, 
Lente  appressiamoci 
Con  cauto  voi. 
È  giunto  il  giorno 
Del  gran  segreto. 
Ci  vuol  prudenza, 
Virtù  ci  vuol. 
Da  quel  pertugio 
,  Le  arcane  file 

Della  combriccola 
Saprem  scoprir. 
Chi  si  nasconde 
Non  è  che  un  vile, 
E  il  vii  si  deve 
Per  noi  punir.... 

(si  ode  strepito  verso  il  compartimento   di  sinistra) 

SCENA  ULTIMA. 

La  precedenti ,  Lelio  (da  Pantalone),  Leandro  (da  Florindo), 
Don  Ottavio  (da  Don  Orazio),  Trivella  (da  Rosaura). 
Altri  da  Pulcinella,  Stenterello,  Gianduja,  Meneghino  e  Pa- 
gliaccio. Il  resto  del  Coro,  da  Lustrissìmi  senza  maschera. 
Durante  il  Coro  antecedente,  alcuni  domestici  hanno  imban- 
dita la  mensa. 

PANTALONE,  DON  ORAZIO  e  LEANDRO. 

Viva  le  maschere 

D'ogni  paese!  (siedono) 


ATTO  TERZO 


65 


CORO. 

E  Pantalone  che  ci  fa  le  spese  ! 

(Pantalone  si  alza,  ringrazia,  poi  torna  a  sedere) 

TRIVELLA  (alzandosi  con  voce  di  falsetto). 

Vivan  le  femmine 
D'ogni  paese  ! 

CORO. 

Ed  i  corbelli  che  fan  lor  le  spese! 

LE  DONNE  (dal  compartimento  di  destra). 

Le  avete  intese 
Le  lor  teorie  ? 
Son  tutti  birbe, 
Son  tutti  spie! 

[Le  donne  si  pigiano  per  vedere.  A  un  certo  punto  la  porta  cede,  quelle  che  si 
trovavano  più  vicine  sono  spinte  con  violenza  dentro,  le  altre  le  seguono. 
Tumulto  generale.  Gli  uomini  si  alzano,  colle  salviette  in  mano  e  irrom- 
pono contro  le  invaditrici.) 

LELIO. 

Delle  donne  !  Fra  noi  !  Chi  si  è  permesso  ? 

TRIVELLA  (alzandosi  e  facendo  la  riverenza). 

Scambio  di  cortesie 

Fra  chi  appartiene  ad  un  medesrrio  sesso  ! 

(Lelio  vorrebbe  inveire.  Don  Ottavio  e  Leandro  lo  trattengono  ) 
DON  OTTAVIO. 

Forse  è  meglio  cosi!  Poi  che  han  toccate, 

Come  si  dice,  il  corpo  del  reato. 

Spose,  mogli  e  servette, 

Ci  lascieran  passare 

In  onesta  allegria  codesta  nette  1 


« 


66 


LE  DONNE  CURIOSE 


LAURA. 

Ma  intanto,  signor  padre... 

DON  OTTAVIO. 

Capisco,  si  potrà  solennizzare, 

Per  una  volta  tanto, 

Il  tuo  sospiratissimo  connubio...* 

(a  Lelio) 

Che  ne  elite,  compare  ? 

LELIO  (prende  Leandro  per  mano  e  lo  guida  a  Laura). 

Arcibenone! 

TRIVELLA  (a  Don  Ottavio). 

Caro  signor  padrone, 

Poi  che  siam  per  la  via,  non  si  potrebbe 

Con  una  fava  sola 

Pigliar... 

DON  OTTAVIO. 

Che  intendi  dir? 

TRIVELLA  (mostrando  Corallina). 

St'altro  piccione  ? 

LELIO,  DON  OTTAVIO,  e  LEANDRO. 

Sposarti  in  quel  costume  ? 

TRIVELLA   (prendendo  per  mano  Corallina,  vestita  da  uciro). 

Se  c'  è  scambio  di  sesso, 

Il  matrimonio  si  può  far  lo  stesso! 

(Gli  uomini  intuonano  il  canto  deiramteizia.) 


ATTO  TERZO 


6 


UOMINI. 

Amicizia!  L'amicizia 

Ha  per  figlia  la  letizia, 

Per  sorella  l'onestà. 

Non  ha  il  caldo  pizzicore, 

Il  prurito  dell'amore, 

Ma  gioconde  scorron  l'ore 

In  serena  intimità. 

LE  DONNE. 

Giurato  abbiam  —  di  penetrar 
Nel  chiuso  a  noi  — -  fatale  ostel, 
Il  vello  d'or  —  di  conquistar, 
E  a  nostre  imprese  —  arrise  il  ciel! 

Or  poi  che  prova  —  abbiam  da  lor, 
Prova  esemplar  —  di  fedeltà, 
Abbandoniamo  —  noi  pur,  fin  d'  or, 
La  nostra  rea  —  curiosità! 

(danno  il  braccio  ai  loro  mariti,  sposi  ed  amanti  fra  il  giubilo  universa 
(Cala  la  tela.) 


CASA  MUSICALE 

SONZOGNO 

MILANO 

L.  250